Care amiche, cari amici,
le notizie che ci sono giunte in questi giorni da Kragujevac sono pessime.
Ricorderete che la fabbrica di automobili Zastava era stata divisa a febbraio 2010 in due parti: la “FIAT Auto Serbia” (FAS), proprietaria degli stabilimenti di produzione delle auto, che aveva assunto con un nuovo contratto individuale circa 1000 operai, e la “Zastava Auto”, che risultava in pratica una scatola vuota, rimasta di proprietà pubblica a cui venivano affidati i restanti 1600 lavoratori non assunti dalla Fiat.
E’ il nuovo modello Marchionne: la creazione di una “new company” a cui conferire le produzioni e gli stabilimenti e una “bad company” su cui scaricare debiti e lavoratori in eccesso.
Il Governo serbo, a ridosso della fine dell’anno, attraverso il suo Ministro dell’economia, il
tristemente noto Mladjan Dinkic, ha improvvisamente dichiarato la chiusura totale della “Zastava
Auto” e la conseguente messa in mobilità di tutti i lavoratori a partire dal 5 gennaio.
Nel documento intitolato Zastava ultimo atto,
che vi alleghiamo a questa mail, sono contenuti i dettagli di questa operazione; qualche numero potrà cambiare di qui alla fine di gennaio, ma la sostanza è quella indicata.
La situazione è pessima per tutti questi lavoratori, che si vanno ad aggiungere agli oltre 23.000
disoccupati censiti a Kragujevac.
E’ evidente che per loro ci sono pochissime speranze di trovare una occupazione regolare e sono
condannati ad una lunghissima situazione di precarietà.
Quando si sono sparse le prime voci i lavoratori hanno reagito immediatamente entrando in sciopero e effettuando un tentativo di occupazione del Comune di Kragujevac, ma non è servito a nulla.
La Fiat se ne è ovviamente lavata le mani, ha detto che era una questione che riguardava il Governo. In realtà ha ottenuto quello che le occorreva, la cancellazione del marchio Zastava, la proprietà degli impianti e un ampio serbatoio di lavoratori pagati pochissimo a cui attingere, a seconda del bisogno.
Tutti comprenderete che in queste condizioni la solidarietà concreta fino ad oggi espressa dalle nostre associazioni acquisisce un ancor più alto valore, sia sotto l’aspetto materiale che psicologico.
Ci appelliamo pertanto alla sensibilità di tutti voi per continuare la nostra campagna di affidi a distanza ed estendere il nostro aiuto a questi lavoratori e alle loro famiglie.
Riccardo Pilato
“Associazione Zastava Brescia per la Solidarieta’ Internazionale ONLUS”
Gilberto Vlaic
“Non Bombe ma Solo Caramelle ONLUS”
Brescia e Trieste, 7 gennaio 2011
INTERVISTA AL SEGRETARIO DEL SINDACATO SERBO INTERESSATO
ZASTAVA ULTIMO ATTO
Riccardo Pilato Brescia
Gilberto Vlaic Trieste
Intervista telefonica a Delic Radoslav, segretario generale del sindacato dei lavoratori del gruppo Zastava JEDINSTVENA SINDAKALNA ORGANIZACIJA.
Queste sono le informazioni che siamo riusciti ad ottenere sulla situazione a Kragujevac al momento attuale
Fiat Auto Serbia al 31-12-2010: 1120 lavoratori.
Zastava Auto (di proprieta’ pubblica) al 31-12-2010: 1592 lavoratori.
Il Governo serbo ha deciso di chiudere Zastava Auto il 5 gennaio 2011 ed ecco come si presenta il destino di questi lavoratori, dopo un serrato confronto con il sindacato; la somma dei numeri successivi porta ad un totale di 1537 lavoratori; significa che per 55 non e’ ancora definito il gruppo di appartenenza.
Alcuni numeri presenti in questo documento potranno cambiare, ma la sostanza resta questa che descriviamo.
53 lavoratori passano a Fiat Auto Serbia.
60 lavoratori (direttori vari e impiegati di alto livello) passano a ZASTAVA AD, che e’ la Direzione Generale che controlla le attivita’ industriali ancora esistenti del gruppo Zastava, non ancora privatizzate, che gestisce il patrimonio immobiliare eccetera.
10 lavoratori vanno subito in pensione.
A due anni dalla pensione: sono 65 lavoratori; entreranno nelle liste dell’Agenzia Nazionale per l’Impiego e riceveranno il seguente trattamento economico:
9 mensilita’ del loro salario netto attuale come indennita’ di licenziamento
60% del salario medio netto serbo (circa 20.000 dinari/mese – 1 € uguale 106,5 dinari) fino alla pensione;
i loro contributi sanitari e pensionistici fino alla pensione saranno a carico del Governo.
Fino a 5 anni dalla pensione: sono 249 lavoratori.
Trattamento economico:
6 salari lordi come indennita’ di licenziamento (pagheranno loro le tasse) per circa 2500 euro a lavoratore.
Entreranno nelle liste dell’Agenzia Nazionale per l’Impiego riceveranno un sussidio di circa 250 euro/mese netti ma dovranno pagarsi da soli i contributi (circa 60 euro/mese)
Ci sono inoltre 97 lavoratori con al massimo sei anni dalla pensione:
per questi il sindacato ha ottenuto che gli venga pagato il proprio salario lordo (su cui pagheranno i contributi) fino al raggiungimento del quinto anno dalla pensione, dopo di che rientreranno nel trattamento economico relativo ai lavoratori del gruppo precedente.
Lavoratori invalidi del lavoro: sono 65, passano all’azienda Zastava INPRO, che produce piccoli rimorchi per auto.
938 lavoratori non rientrano in nessuna delle categorie sopra elencate; riceveranno 300 euro di liquidazione per anno lavorato come indennita’ di licenziamento; entreranno nelle liste dell’Agenzia Nazionale per l’Impiego.
Riceveranno un sussidio di 22000 dinari/mese per un anno e 19.000 dinari/mese per un successivo secondo anno indipendentemente da anzianita’ e qualifica.
In questi due anni i contributi sanitari e pensionistici saranno pagati dal Governo.
Fiat Auto Serbia dovrebbe arrivare ad avere circa 2500 dipendenti alla fine del 2012; non ha pero’ nessun obbligo contattuale rispetto alla riassunzione di lavoratori Zastava in mobilita’.
C’e’ stato un grande inganno sui test di ingresso che la Fiat aveva svolto su tutti i lavoratori del gruppo auto; sembrava che il passaggio a Fiat Auto Serbia fosse condizionato al superamento di questo test di ingresso; si sa invece di lavoratori che non hanno passato il test e che sono gia’ stati assunti cosi’ come di lavoratori espulsi che avevano passato il test. Per moltissimi lavoratori non sono mai stati comunicati i risultati dei test e non c’e’ mai stato su questi argomenti un confronto con il Sindacato.
Ed e’ su questo grande equivoco che il Ministro dell’economia Mladjan Dinkic ha giocato le sue carte per giustificare l’espulsione di questi lavoratori, come e’ riportato nelle sue dichiarazioni del 24 dicembre a Radio B92
http://www.b92.net/eng/news/business-article.php?yyyy=2010&mm=12&dd=24&nav_id=71719
Brescia e Trieste, 7 gennaio 2011
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