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VENTICINQUE LUGLIO?

La buona notizia che finalmente si aggiunge all’annunciato e ormai compiuto Venticinque Luglio di Berlusconi, è che le forze necessarie per intervenire nella tentata metamorfosi conservatrice di un regime screditato, e trasformarla in riscossa e ricostruzione della democrazia, ci sono. Si sono manifestate in modo particolarmente evidente il 16 ottobre a Roma intorno alle bandiere della FIOM, e il 14 novembre a Milano nelle urne delle “primarie” del “centrosinistra” per la scelta del candidato alla carica di sindaco. Il messaggio è che l’Italia di oggi esprime un’estesa domanda di rappresentanza politica che sia finalmente libera dalle convenzioni del “pensiero unico” circa i limiti del politicamente ammissibile e del politicamente corretto.

Naturalmente (certo), la FIOM è soltanto un sindacato, che non può essere distratto a lungo dal suo specifico e difficile mestiere. I milioni di cittadini che si sono dichiarati al suo fianco, hanno semplicemente spiegato a chiunque li voglia rappresentate che d’ora in poi dovrà scegliere da quale parte stare circa le questioni di fondo che la FIOM (più o meno esaurientemente) sta cercando di trattare. Naturalmente (certo), la pratica delle primarie reca sempre il marchio delle operazioni di ingegneria istituzionale che hanno ingessato più o meno legittimamente le forme della rappresentanza e della partecipazione politica entro quell’insieme di modificazioni della prassi che molti (troppi) hanno voluto chiamare, nientedimeno, “seconda Repubblica”. Ma anche in questo ultimo caso, le primarie sono state usate come varco per la critica e la destrutturazione delle convenzioni e delle regole di comportamento e di discorso asserite e imposte come normali entro quel quadro.

Il Venticinque Luglio del berlusconismo si svilupperà adesso secondo i propri princìpi interni. Tutte le forze che in modo ancora sparso e mal rappresentato intendono riconquistare la democrazia dovrebbero guardarsi dall’istinto che potrebbe portare alcune di esse (specialmente quelle presenti e rappresentate nel PD) a un frettoloso, supponente, e alquanto maldestro “bandwagoning”. Su quel carro, dopo esservi saltati, si starebbe molto scomodi e soprattutto si perderebbe la strada. Per spingerlo sulla strada necessaria come unica praticabile, ci vuole innanzitutto una forza responsabile e un’autonomia di principio simili a quelle che il vero CLN seppe mostrare nei confronti del Savoia, dei marescialli e dei fascisti pentiti (e del loro tentativo di cambiare tutto per lasciare tutto come prima). La “svolta di Salerno” arrivò quando fu matura, e a precise condizioni. Il Savoia non fu perdonato per le sue complicità e le sue viltà, anche se i militari fedeli alla corona, da Porta San Paolo a Torre in Pietra, furono parte essenziale dell’opera di riscatto. Del riscatto necessario oggi, alcuni protagonisti di questo Venticinque Luglio possono essere certamente interlocutori in un patto istituzionale che risponda a condivise esigenze di salvezza della nazione. Vi potranno essere accordi di tregua istituzionale, e perfino governi di tregua istituzionale. Ma ciò non comporta dimenticare il luglio genovese del 2001.

KM

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