«La riscossa del simbolismo è una delle vie che porta inevitabilmente a una rivalorizzazione della vita liturgica nell’insieme della vita e dell’azione della Chiesa. La vita liturgica infatti costituisce il campo privilegiato, anche se non unico, in cui il procedimento di conoscenza e di comunicazione simbolica si attualizza nella vita della Chiesa».
Così auspicava nel 1974 Cipriano Vagaggini – in una prolusione per l’inizio dell’anno accademico all’Istituto di Liturgia pastorale Santa Giustina di Padova – ormai prossimo a chiudere la sua longeva vicenda di docente, ma non quella di appassionato teologo fino a che le forze lo avrebbero sorretto. Dal supplemento al n. 243 (2009) della nostra rivista, che ha ripubblicato un saggio di Vagaggini dal titolo Caro salutis cardo. Corporeità, eucaristia e liturgia, i lettori conoscono già qualcosa del suo decisivo apporto alla ricerca teologica e al lavoro nelle commissioni del concilio Vaticano II, quale perito soprattutto della Costituzione sulla liturgia Sacrosanctum Concilium e quale membro del Consilium per la successiva riforma liturgica.
Ora, il presente numero,ricavato dai contributi della XLVI Settimana liturgico-pastorale – svoltasi a Camaldoli nel luglio 2009 in occasione dei dieci anni dalla morte e dei cent’anni dalla nascita -, intende ricordare la figura di questo grande teologo e monaco benedettino camaldolese, collocando il suo pensiero nel contesto della “questione liturgica” di ieri e di oggi: la via regia della conoscenza simbolica, accanto a quella razionale. E’ un fascicolo, il nostro, che si muove tra storia,liturgia e teologia:tra la ricostruzione fedele del percorso bio-bibliografico di Vagaggini compresa la genesi delle sue scelte di fondo (Massimi, Calapaj Burlini, Galavotti) e gli sviluppi richiesti per rendere feconde alcune sue intuizioni. Così, con lo scopo di “leggere con le categorie di Vagaggini la coscienza liturgica di oggi e nel rileggere con le domande attuali il suo pensiero” (Grillo), abbiamo interrogato la spiritualità liturgica postconciliare (Torcivia), la riflessione attuale sulle Preghiere eucaristiche (Mazza),l’idea stessa di “riforma” così ambivalente nella Chiesa attuale (Pott). Alla fine si può comprendere la teologia di Vagaggini nel suo complesso, per valutare “ciò che non muore e ciò che può morire” del suo pensiero e del nostro “assillo” di cristiani contemporanei, affascinati e imbarazzati – come lui – di fronte ai riti liturgici (Grillo).
INDICE
“Profilo bio-bibliografico di dom Cipriano Vagaggini osb cam” – di Elena Massimi (Suora delle Figlie di Maria Ausiliatrice, è dottoranda con una tesi su Vagaggini presso l’Istituto di Liturgia pastorale Santa Giustina di Padova).
“Il movimento liturgico italiano e Cipriano Vagaggini” – di Anna Maria Calapaj Burlini (docente di Storia della liturgia presso l’Istituto di liturgia pastorale Santa Giustina di Padova).
“Verso una nuova era liturgica. Appunti sul contributo di Cipriano Vagaggini al concilio Vaticano II – di Enrico Galavotti (Docente di Storia contemporanea all’Università di Chieti, nonché membro della Fondazione per lo Studio delle scienze religiose di Bologna).
“Liturgia e spiritualità a 45 anni” – di Mario Torcivia (docente di teologia spirituale allo Studio San Paolo di Catania).
“Il ruolo di Cipriano Vagaggini nella composizione delle Preghiere eucaristiche del Messale di Paolo VI – di Enrico Mazza (presbitero della diocesi di Reggio Emilia – Guastalla, è docente di Storia del culto antico all’Università cattolica di Milano, nonché di teologia sacramentarla al Pontificio Istituto Liturgico di Roma).
”L’idea di riforma nel dibattito recente” di Thomas Pott (monaco di Chevetogne, è docente di Liturgia orientale al Pontificio Istituto Liturgico di Roma).
“Liturgia e teologia in Italia. Ricezione e incomprensione del pensiero di Cipriano Vagaggini (con possibile sviluppo)” – di Andrea Grillo (docente di teologia sacramentaria al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma e di Introduzione alla liturgia all’Istituto di Liturgia pastorale Santa Giustina di Padova).