Il comitato “No Berlusconi Day”, nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
IL TESTO DELL’APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione, come nel caso dell’ex Lodo Alfano, e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria, come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione, come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.
Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete scrivere all’indirizzo e-mail: noberlusconiday@hotmail
NOSTRI COMMENTI “ A CALDO”
- C’è un aspetto della manifestazione di ieri che credo vada messo di
più in luce.
- Non è una novità politica importante che per la prima volta,
almeno in Italia (negli USA c’era stata già la campagna web di Obama),
abbia avuto tanto successo una manifestazione promossa sulla e dalla “rete” (“web”)?
Cioè per iniziativa di alcuni Blog, subito ripresa da altri, a catena…
- A Piazza San Giovanni c’erano anche alcuni partiti, o esponenti politici a titolo
personale, ma tantissima gente – la maggior parte - era venuta solo in
base a un appello ricevuto da uno dei nodi della rete collegatisi per l’occasione.
- Dunque su un tema politico ed etico concreto, specifico, preciso –
“mandiamo via Berlusconi” – una grande iniziativa non è nata dai
partiti ma dal c.d. “popolo della rete”, o da alcune componenti
politicamente attive di esso. Lo stesso potrebbe allora accadere (e
probabilmente avverrà) per altri temi politici ed etici specifici, concreti, precisi.
- Non si aprono così un grosso problema, e una grossa opportunità
possibile, sul piano della democrazia? Il problema: c’è poco da fare,
in questa circostanza i partiti sono stati scavalcati dalla rete, solo
dopo e solo in parte si sono accodati. L’opportunità: nasce una nuova
dimensione della partecipazione democratica, con la quale la
dimensione tradizionale mediatrice della partecipazione (appunto i partiti) deve fare i conti.
- E se, una volta tanto, la sinistra si desse una svegliata e sapesse cogliere questa opportunità, di cui l’evento di ieri è stato (almeno in Italia) la prima manifestazione importante, ai fini di un proprio rinnovamento profondo, direi di un auto-trascendimento? Non credete che si dovrebbe scavare e lavorare in questa direzione?
Vittorio Tranquilli 
- Assolutamente sì e i partiti devono capire che è nato un nuovo modo di fare politica. O lo capiscono e lo recepiscono, o si autocelebrano il proprio funerale. Ci avevamo provato con i girotondi 7 anni fa (pensate quanto tempo perduto...) ma il messaggio era entrato da un orecchio e uscito dall'altro. Oggi la capacità di mobilitazione che nasce dalle persone che non ne possono più dei giochetti di potere, delle indecisioni della vecchia politica, è una potenzialità nuova che va raccolta e non strumentalizzata. E non è solo dei cosiddetti "giovani" perchè su Facebook siamo in tanti, anche ultraquarantenni e cinquantenni. Basta riuscire a capire da che parte si sta muovendo il mondo che ci circonda e che il vecchio modo di ragionare e di fare politica è definitivamente morto. Buon lavoro, noi da qui facciamo ciò che possiamo...
Tiziana Boari (Da Amurgo)
- Assolutamente d'accordo; in particolare vorrei sottolineare che un partito che si "accoda" anziché essere alla testa di un sommovimento che
nasce spontaneamente dalla c.d. società civile, non ha capito cosa debba essere un partito politico (e sotto questo aspetto ha secondo me fatto
bene Bersani a non portare in piazza il pd); d'altra parte è anche drammaticamente vero che non vedo nell'attuale pd la capacità di riprendere e
dare forma politica a questo sommovimento -come già accadde, nota giustamente Tiziana. sette anni fa. Due citazioni mi sembrano dovrebbero essere
oggetto di riflessione; la prima, storica, è tratta dal VI capitolo del Principe in cui Machiavelli illustra i "grandi esempi" di fondatori
di stati; la seconda, più recente, non storica ma di uno storico, è tratta da un bell'articolo di Paul Ginzborg sul Manifesto di sabato scorso:
"Et esaminando le azioni e vita loro, non si vede che quelli avessino altro dalla fortuna che la occasione; la quale dette loro materia a potere introdurvi drento quella forma parse loro; e sanza quella occasione la virtù dello animo loro si sarebbe spenta, e sanza quella virtù la occasione sarebbe venuta invano. Era dunque necessario a Moisè trovare el populo d’Isdrael, in Egitto, stiavo et oppresso dalli Egizii, acciò che quelli, per uscire di servitù, si disponessino a seguirlo. Conveniva che Romulo non capissi in Alba, fussi stato esposto al nascere, a volere che diventassi re di Roma e fondatore di quella patria. Bisognava che Ciro trovassi e’ Persi malcontenti dello imperio de’ Medi, e li Medi molli et effeminati per la lunga pace. Non posseva Teseo dimonstrare la sua virtù, se non trovava li Ateniesi dispersi. Queste occasioni, per tanto, feciono questi uomini felici, e la eccellente virtù loro fece quella occasione esser conosciuta; donde la loro patria ne fu nobilitata e diventò felicissima." (Machiavelli De principatibus cap. VI)
"L'ultimo punto riguarda il rapporto con la politica. Si riuscirà questa volta ad evitare le sciagure del 2002-2003, quando i politici di sinistra giocavano, abbastanza cinicamente, a prendere tempo, cooptare qualcuno, ed aspettare che il movimento si sgonfiasse, come puntualmente si è verificato? Allora erano stati persi decine di migliaia di cittadini alla politica attiva. Nulla nel comportamento della leadership del Pd promette meglio, questa volta. E non è solo una questione di responsabilità politica. Qui bisogna ripensare le categorie stesse della politica, la connessione tra società civile e partiti, tra democrazia rappresentativa e quella partecipata. Ci vuole della teoria politica all'altezza del momento. Quella vecchia e gloriosa, propria della democrazia, va difesa a tutti i costi, ma ci vogliono anche strumenti nuovi che impediscano che la piazza rimanga piena ed impotente mentre il palazzo si lecca i baffi per l'ennesima volta." (P. Ginzborg Una generazione precaria, ne "il manifesto" 05/12/09)
E, citando ancora, questa volta né un filosofo né uno storico, ma un mattatore come Renzo Arbore, mi vien da dire ai professionisti della politica che a qualsiasi titolo si dicono
a sinistra: "Meditate gente, meditate!" aggiungendo di mio "ed agite".
Costantino
Concordo pienamente con quanto ha scritto Vittorio Tranquilli. La dialettica problema-opportunità potrebbe in effetti essere feconda di sorprese e di speranze. I partiti devono confrontarsi con un nuovo modo di intendere la partecipazione, assolutamente sì. Se così non fosse continueremmo ad assistere ad una vera e propria distorsione della politica, al suo falso rovescio.
Provo tuttavia a problematizzare. E' secondo me plausibile che né i partiti politici né la società civile abbiano la forza di riconoscersi in modo autentico. I primi lo hanno troppe volte dimostrato (per interesse presumo) e della seconda faccio un po' fatica a capire dove voglia andare.
Concretizzo. A dicembre Barack Obama promise altri 30.000 soldati Usa in Afghanistan entro i successivi sei mesi e il governo Berlusconi, con l’ok delle opposizioni parlamentari, non ha tardato a dar manforte: nel 2010 infatti il contingente italiano aumenterà complessivamente di 1000 uomini. Perché, allora, la bellissima piazza viola del no Berlusconi day non è stata in grado di farsi riconoscere dai partiti di opposizione come un serio interlocutore in grado di dire "no"?
Francesco Ravelli
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