Caro Direttore
Ieri sera mi sono convertito alla religione cristiana cattolica, rinunciando alla mia precedente fede islamica. Ha così finalmente visto la luce, per grazia divina, il frutto sano e maturo di una lunga gestazione vissuta nella sofferenza e nella gioia, tra la profonda e intima riflessione e la consapevole e manifesta esternazione.
Da ieri dunque mi chiamo «Magdi Cristiano Allam». Per me è il giorno più bello della vita. Acquisire il dono della fede cristiana nella ricorrenza della Risurrezione di Cristo per mano del Santo Padre è, per un credente, un privilegio ineguagliabile e un bene inestimabile. A quasi 56 anni, nel mio piccolo, è un fatto storico, eccezionale e indimenticabile, che segna una svolta radicale e definitiva rispetto al passato. Il miracolo della Risurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del «diverso», condannato acriticamente quale «nemico», primeggiano sull’amore e il rispetto del «prossimo» che è sempre e comunque «persona»; così come la mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione.
Parallelamente la Provvidenza mi ha fatto incontrare delle persone cattoliche praticanti di buona volontà che, in virtù della loro testimonianza e della loro amicizia, sono diventate man mano un punto di riferimento sul piano della certezza della verità e della solidità dei valori.
…Ma indubbiamente l’incontro più straordinario e significativo nella decisione di convertirmi è stato quello con il Papa Benedetto XVI, che ho ammirato e difeso da musulmano per la sua maestria nel porre il legame indissolubile tra fede e ragione come fondamento dell’autentica religione e della civiltà umana, e a cui aderisco pienamente da cristiano per ispirarmi di nuova luce nel compimento della missione che Dio mi ha riservato.
So a cosa vado incontro ma affronterò la mia sorte a testa alta, con la schiena dritta e con la solidità interiore di chi ha la certezza della propria fede. E lo sarò ancor di più dopo il gesto storico e coraggioso del Papa che, sin dal primo istante in cui è venuto a conoscenza del mio desiderio, ha subito accettato di impartirmi di persona i sacramenti d’iniziazione al cristianesimo. Sua Santità ha lanciato un messaggio esplicito e rivoluzionario a una Chiesa che finora è stata fin troppo prudente nella conversione dei musulmani, astenendosi dal fare proselitismo nei Paesi a maggioranza islamica e tacendo sulla realtà dei convertiti nei Paesi cristiani. Per paura… Ebbene oggi Benedetto XVI, con la sua testimonianza, ci dice che bisogna vincere la paura e non avere alcun timore nell’affermare la verità di Gesù anche con i musulmani.
… Ebbene mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza i cristiani traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe
e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi. Se non saremo in grado qui in Italia, nella culla del cattolicesimo, a casa nostra, di
garantire a tutti la piena libertà religiosa, come potremmo mai essere credibili quando denunciamo la violazione di tale libertà altrove nel mondo? Prego Dio affinché
questa Pasqua speciale doni la risurrezione dello spirito a tutti i fedeli in Cristo che sono stati finora soggiogati dalla paura.Magdi Allam
2 - Parole di Claudio Magris
Il Battesimo è un atto di vita interiore, non di spettacolarità mediatica né di logica politica; riceverlo da un Sommo Pontefice, «servo dei servi di Dio», non è più valido che riceverlo da un sacerdote della chiesa del proprio quartiere. Naturalmente anche il Battesimo ha indirettamente un ruolo e una rilevanza politica, perché cambia l’uomo - e se non lo cambia nel cuore, nella mente e nel suo comportamento non fa di lui un vero cristiano - e, mutando il suo modo di essere e di agire, lo spinge a incidere in una direzione piuttosto che in un’altra sul reale. Il Battesimo rigenera e trasforma l’Io in tutti i suoi aspetti e dunque pure in quanto soggetto politico. Ma tale dimensione politica viene dopo, quale frutto della conversione - «dai loro frutti li riconoscerete», dice Gesù - e non nel momento in cui si riceve l’acqua di vita.
Le modalità di questa conversione e della sua comunicazione hanno e hanno evidentemente voluto avere pure un immediato significato politico.
Infatti Magdi Allam, nella lettera in cui racconta la sua rinascita spirituale, non si limita a ringraziare Dio per la grazia ricevuta, ma propugna contestualmente
una precisa linea politica, affermando la natura «fisiologicamente violenta di tutto l’Islam» e la conseguente necessità di combattere tutto l’Islam, il che non è
conforme all’amore cristiano e al suo senso di fraternità universale. Non si tratterebbe dunque di combattere soltanto le aberranti, criminose e pericolose derive
fondamentaliste e terroriste dell’Islam, che vanno certo combattute risolutamente, anche se il momento in cui si riceve il Battesimo non è forse quello più opportuno
per dichiarazioni bellicose. Fra l’altro, la condanna globale dell’Islam si differenzia dal rispetto e dall’apprezzamento espressi dalla Chiesa nei confronti del
monoteismo islamico. È curioso che, nel momento della conversione, nella lettera si critichi «la Chiesa che finora è stata fin troppo prudente nella conversione
dei musulmani » e si presuma di poter indicare alla Chiesa Mater et Magistra la strada giusta da seguire.
Claudio Magris,"Il battesimo è un atto di vita interiore" (Corriere della sera, 25 marzo)
3 - Considerazioni in libertà
I puntuali rilievi di Claudio Magris non possono non essere condivisi, ed è abbastanza sorprendente che proprio da un uomo di cultura non dichiaratamente “cristiano” sia offerta una visione del battesimo teologicamente ineccepibile ed una valutazione pubblica (o “pastorale”) del fatto di assoluto rispetto. Se vien voglia di aggiungere qualcosa è solo per evidenziare che tipo di cristianesimo - rispetto a quello adombrato da Magris - risulta dall’evento e dal battesimo di Magdi Allam, dalle parole con cui lo ha presentato e dall’avallo supremo che ha ricevuto ad opera di Benedetto XVI.
Un primo interrogativo è se - al di là delle intenzioni - una conversione sia “alla religione cristiana cattolica”, e se questa postuli la rinuncia ad una “precedente fede” e non debba essere piuttosto un credere al Vangelo del Regno: non si tratta infatti di una affiliazione e di una appartenenza, che si contrappone “all’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione” e permette di “aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà”, e cioè quella di un “Dio della Fede e Ragione”.
Si fa riferimento all’incontro con “persone cattoliche praticanti di buona volontà che, in virtù della loro testimonianza e della loro amicizia, sono diventate man mano un punto di riferimento sul piano della certezza della verità e della solidità dei valori”. Decisivo, su questo piano, l’incontro “con il Papa Benedetto XVI, …per la sua maestria nel porre il legame indissolubile tra fede e ragione come fondamento dell’autentica religione e della civiltà umana”. Si lascia intendere che la scelta di impartire il battesimo in questa forma solenne sia nata proprio dal Pontefice, che in qualche modo è dunque all’origine di “un messaggio esplicito e rivoluzionario a una Chiesa che finora è stata fin troppo prudente nella conversione dei musulmani”, astenendosi dal fare proselitismo nei Paesi a maggioranza islamica e tacendo sulla realtà dei convertiti nei Paesi cristiani. Per paura…”.
Eccoci dunque ad un cristianesimo monopolizzato dalla Chiesa cattolica nella persona del Papa Benedetto XVI, che prende le distanze non solo dalla fede islamica, ma anche da quell’altra parte della Chiesa che avrebbe paura “nell’affermare la verità di Gesù anche con i musulmani”. Saremmo allo scontro non solo di fedi, ma di metodi e di stile dentro la stessa Chiesa cattolica.
Al di là del fatto che nella scelta in questione ci sia o meno una rilevanza pubblica di affermazione identitaria o una valenza politica indiretta, certamente c’è il tentativo e il rischio di appiattire la Chiesa di Dio su un cristianesimo storico, culturale e ideologico, che depotenzia la fede e la riduce a fattore di conflitto: può essere il trionfo di un cristianesimo mondo a sé o “civiltà” e di una chiesa regnante, ma non sarà mai la fede che vince il mondo! (cfr 1Gv 1,5).
Tutto porta a dire che siamo al ritorno del “temporalismo” in piena regola. Una ragione in più per riscoprirsi e volersi chiesa “comunità messianica”, a tensione escatologica o apocalittica propria del Battesimo! (ABS )