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Premessa...

Dietro autorizzazione della ONLUS “A,B,C, solidarietà e pace”, riportiamo due messaggi di un missionario italiano che da sedici anni svolge a Port-au-Prince la sua opera di organizzatore di scuole, ospizi e altro. Con lui la predetta ONLUS collabora ormai da parecchio tempo, inviandogli aiuti sia in denaro sia sotto forma di “adozioni a distanza” di alunni più bisognosi fra i bisognosi. Non ci siamo permessi di correggere francesismi o imperfezioni sintattiche in testi scritti nelle condizioni che si vedono fin troppo bene dal loro contenuto. Solo gli accenti su vocali che in italiano li richiedono e che evidentemente mancano sulla tastiera di cui dispone il mittente.


Maurizio Barcaro:
I – ELEZIONI IN HAITI

Domenica 28 Novembre 2010,
giorno di elezioni Presidenziali, ore 2 pm. Tredici dei diciotto candidati alla Presidenza per cui si votava oggi si riuniscono in una conferenza stampa e chiedono semplicemente che le elezioni siano annullate,cancellate , non validate, da rifare..........Dicono che ci sono state delle massive e grottesche irregolarità tutte, o quasi, fine a favorire uno dei candidati che è considerato il ‘delfino’ del Presidente attuale, un certo Jude Celestin, giovane ex ministro dei lavori pubblici. Malgrado tutto si continua a votare fino alle 4-5 del pomeriggio, ora in cui i seggi chiudono e si comincia a raccogliere e riunire le urne o i risultati delle urne.
A differenza delle scorse elezioni, dove solo la televisione di Stato e un paio di televisioni private con mezzi limitati riuscirono a diffondere immagini ‘sul campo’ di come si svolgevano le elezioni in vari quartieri e città del paese, questa volta la presenza di televisioni private era nettamente più massiccia ed effettivamente, tante di queste”‘irregolarità” si potevano vedere in diretta ed io ho passato la giornata a cambiare canale e vedere cosa stesse succedendo effettivamente un po’ ovunque sopratutto nella capitale ma anche in alcune città di provincia.
Queste elezioni a cavallo fra terremoto, tendopoli, colera e miseria non si dovevano fare. Non era il momento giusto ma non si poteva più aspettare. Dovevano essere fatte a Febbraio ma poi furono rimandate a Novembre a causa del caos causato dal sisma. Il problema è che fra Gennaio e oggi nulla o quasi è stato fatto dallo Stato in termini di ricostruzione e meno ancora in altri settori sociali come l’educazione o la sanità. Tanti miliardi di dollari sono stati promessi dalla comunità internazionale per la ricostruzione ma solo delle briciole sono entrate nelle casse dello stato. In effetti, come dare fiducia a un governo in procinto di essere cambiato? Non si è mai detto nulla pubblicamente su questo ma è mia convinzione che anche la comunità internazionale ha sempre trovato un qualcosa per ritardare di volta in volta questo prestito di miliardi di dollari, proprio perché non avrebbe fatto senso mettere in mano così tanti soldi a una banda di ministri, senatori, deputati e presidente in procinto di uscire dalla scena. E il problema ora è che poco importa come andranno queste elezioni, che purtroppo si preannunciano come un disastro, la situazione non cambierà di una briciola fino a dopo Febbraio, mese in cui i nuovi eletti prenderanno il loro posto...........sempre tenendo conto che nulla di drammatico succeda nel mezzo del cammino........
Torniamo a oggi, giorno di elezioni. Ufficialmente i seggi avrebbero dovuto aprire alle 6 am e chiudere alle 4 pm. Ben pochi sono stati aperti alle sei, i più fra le 8 e le 10, molti addirittura alle 11. DI quali irregolarità fanno riferimento questi candidati che hanno chiesto di annullare la giornata di elezioni?? In alcuni seggi le urne sono state portate già piene, in altri mancava il presidente del seggio e quindi niente voto per la gente assegnata a votare in quei seggi, in altri i seggi furono aperti più o meno in orario ma le urne furono portate molto tardi, anche verso mezzogiorno e la gente era in attesa da ore. Alcuni seggi in quartieri popolari come Cité Soleil, la gente ha atteso invano l’apertura dei seggi, le scuse furono che ci sono state delle confusioni per l’assegnazione dei presidenti di seggio e coloro che monitorano le elezioni e che alla fine nessuno è venuto. Immaginate la rabbia di migliaia di persone che non hanno potuto votare. La cosa per me più grottesca e inimmaginabile è questa. Per votare, gli elettori hanno una carta elettorale che fu fatta in occasione delle scorse elezioni. Evidentemente migliaia di persone l’hanno persa dopo il sisma ma in questi ultimi mesi ne hanno fatto un’altra. Secondo la logica con cui hanno organizzato le elezioni, a tizio che abita una tal zona corrisponde un tal seggio e perciò è solo in quel seggio che può votare e in nessun altro. Infatti, ogni seggio elettorale aveva anche una lista scritta di persone ‘abilitate’ a votare in quel seggio. Quindi, migliaia di persone hanno dovuto camminare di seggio in seggio per trovare il loro nome nella lista del seggio e quindi votare ......?????? No dico, immaginate voi di andare al mattino a votare, fra la folla che spinge, il sole cocente e il baccano tremendo e questo seggio che non apre mai.........fare tutta una fila in quelle condizioni e poi sentirsi dire “scusate ma il suo nome non è nella lista’.........al che bisogna chiedere dove andare e i più fortunati trovano alla fine il seggio non troppo lontano ma in molti devono farsi kilometri a piedi per andare in qualche altro seggio !!!!!! Ovviamente i più se ne sono tornati a casa. Ecco, sembra proprio che c’è stata una macchinazione per scoraggiare la gente e impedire loro di votare in qualche modo.
Infatti, al termine delle elezioni (verso le 16.30) poco importa chi aveva votato o meno, i seggi furono chiusi e subito diverse manifestazione di protesta sono scoppiate in diversi punti focali della città. Manifestazioni a sostegno della decisione dei 13 candidati di chiedere l’annullamento delle votazioni di oggi, manifestazioni che nell’insieme sono state pacifiche, al più hanno bruciato dei copertoni ma nulla di più. Il tutto anche in altre città del Paese. Ora vedremo cosa succederà, e questa volta ci sono le immagini televisive un pò ovunque. Evidentemente dove c’erano i monitori internazionali tutto è filato liscio.......buffa è stata l’intervista a un monitore francese con tanto di barbetta e baffettini alla Provenzale e vestito bene che stava elogiando la buona riuscita e la perfetta organizzazione delle elezioni....mentre bastava cambiare canale per vedere i tafferugli e gli spintoni in un altro seggio per votare, o le urne svuotate per terra e calpestate in un altro. A complicare il tutto, i candidati (quasi tutti anche capi dei loro rispettivi partiti) avevano la possibilità di mandare i loro propri monitori, chiamati mandatari qui, anche in ogni seggIo, a controllare il buon svolgimento delle elezioni. Beh....al contrario in molti casi sono stati loro a causare tafferugli e brogli. Anche la TV Nazionale (sempre filo-governamento poco importa quale) ha elogiato alla sera la”‘buona” riuscita delle elezioni che si erano svolte nella calma e senza troppi problemi facendo una specie di ‘zoom’ su ogni dipartimento del paese, ma giusto un contatto telefonico, dove sembrava che tutti “vivevano felici e contenti”.....mentre bastava girare canale e rendersi conto di quanto stava succedendo.
Alla sera alle sei c’è stata una dichiarazione del CEP, comitato elettorale provvisorio, coloro che furono designati dal governo uscente a organizzare le elezioni. Dicono che nel complesso le elezioni sono andate bene e che i casi di frode provati saranno esaminati. Dicono che per loro è fuori discussione parlare di annullamento e che si procederà probabilmente al secondo ballottaggio che dovrebbe aver luogo in Gennaio...........e da qui a Gennaio la strada è lunga. Quale sarà la reazione delle masse? Port-au-Prince è abitata da quasi un terzo della popolazione di Haiti e la città è una tendopoli a cielo aperto. Decine di organizzazioni umanitarie sono entrate nel paese dopo il terremoto e ognuna va per la propria strada e fa quello che ritiene più opportuno per aiutare la gente. Non c’è una coordinazione. Migliaia sono anche le forze internazionali dell’ONU, la Minustha, che è nell’occhio del ciclone perché accusata dalla popolazione di aver portato il colera (malattia totalmente sconosciuta prima) nel paese ed infatti nelle ultime 2 settimane sono scoppiati diversi tafferugli e manifestazioni contro i soldati dell’ONU proprio per questa ragione. Insomma, fra terremoto, cicloni, colera, tendopoli, miseria, classe politica di transizione, invasione di”‘filantropi e ciarlatani” di ogni tipo e militari da tutti i paesi con potenziale optional di malattie infettive e altro, anche la realtà ha del surreale, di qualcosa che mentre si vive ci si chiede “ma è vero??”
Aspettiamo il nuovo giorno e vediamo come va........ciao.

Maurizio

II – COLERA A PORT-AU-PRINCE

30 Novembre 2010,
Aggiornamenti dalla missione.
In quasi 16 anni passati in Haiti, mi è capitato spesso di pensare “qua abbiamo toccato il fondo, peggio di così non potrebbe andare” ed ogni volta mi sono dovuto ricredere. Il 2010 rimarrà sicuramente negli annali di questo paese come l’anno dei flagelli d’Egitto. Bon, non so se sarà il caso ma io lo intitolerei cosi.  Ora si sta combattendo contro un nemico silenzioso e fugace. Non rapido nell’esecuzione del suo piano, ma implacabile nel risultato. Un nemico che tutto sommato non è nemmeno difficile da sconfiggere, ma ha trovato il suo terreno ideale per come la gente vive qui.
Sto parlando del COLERA. I primi casi sono stati recensiti il 10 Ottobre in una zona rurale e centrale del paese dove scorre un fiume, l’Artibonite, che dà il nome medesimo anche alla regione.
Il fiume è acqua e vita. In queste zone rurali la gente vi beve al fiume, fa da mangiare, si bagna, lava i panni, irriga la terra.......il fiume è  senza dubbio una benedizione,  ma può diventare anche un mezzo letale di trasmissione di qualche malattia ed infatti la storia va (non so se è la verità, sono cose che si leggono sui giornali e siti web) che questo colera, sconosciuto prima in Haiti, è stato trasmesso proprio attraverso l’acqua di questo fiume da una base di soldati Nepalesi delle Nazioni Unite  che scaricavano il liquame vicino alla sorgente del fiume stesso. Sembra sia confermato che i Nepalesi siano portatori sani del germe del colera mentre qui il colera era totalmente sconosciuto prima. Questo mi fa pensare a come sono stati sterminati gli abitanti ‘originali’ dell’isola, gli Indiani Quisqueya quando gli Spagnoli scoprirono questa terra. A decimarli non fu la schiavitù e le violenza dei conquistadores ma bensì il raffreddore.
Insomma, senza farla troppo lunga, dal 10 Ottobre a oggi, il colera ha fatto quasi 2000 morti e migliaia di contagiati sopratutto appunto nella zona centro Nord del paese, che è una zona per lo più rurale. Ora sembra che in quella zona l’epidemia sia sotto controllo in quanto diverse ONG si sono organizzate con ospedali da campo e con una campagna di informazione rivolta alla popolazione.
Si sperava che il colera non entrasse nella capitale ma era impossibile che non avvenisse. E qui nella capitale la gente ‘bisbigliava’ qualcosa a proposito del colera senza parlarne troppo forte. L’immagine è quella di un bambino che fischietta mentre attraversa un parco al buio di sera......fischietta per scacciare la paura. A tuttora non si parla troppo del colera nei telegiornali locali. E non è di dominio pubblico che ci sono centinaia di casi accertati. Io sono al corrente perché conosco persone che lavorano nel campo della sanità e mi riferiscono. La loro paura è che scoppierà una pandemia presto qui nella capitale. Che poco importa quale misure, diverse ONG possano prendere, il colera ormai è bell e bien presente anche nelle tendopoli e baraccopoli e viste le condizioni igienico-sanitarie nelle quali vivono le genti, una vera pandemia è imminente.
Perciò, per quanto ho capito, il peggio deve ancora venire..........ovviamente io spero che questi dottori e preti e suore con i quali ho parlato si sbaglino, che stiano un pò esagerando  ma solo il tempo darà una risposta a questa mia domanda. Nel frattempo, si vedono sorgere delle enormi strutture che sembrano delle tettoie gigantesche fatte di legname e lamiera, di solito recintate e con tanto di filo spinato. Mi è stato riferito che si tratta di ospedali da campo dove si accoglieranno  i quasi certi futuri malati di colera della capitale. Un pò come i lazzaretti di un tempo. Ne ho visti 3 nella nostra zona ma sicuramente ce ne saranno molti di più sparsi un pò ovunque sopratutto in prossimità di tendopoli o baraccopoli o zone molto povere, dove il contagio è sicuramente più facile.
Cio che io avverto come problema è il fatto che non sembra esistere una specie di agenzia centrale che monitora l’avanzata della malattia e coordina le misure da prendere. Il ministero della sanità non ha mezzi logistici né personale sul terreno né risorse per coordinare il tutto.  Diciamo che diverse ONG che operano nel campo della sanità sono in movimento e sembra che la parte del leone la faccia Médecins sans Frontières. Padre Rick mi ha detto che bisogna fare i conti anche con le paure e l’ignoranza popolare. Nel suo ospedale ci sono già più di cento casi accertati e sono curati in un campo tenda allestito in una zona periferica del terreno dove c’è il suo ospedale pediatrico. Lui dice che la gente ha paura di portare i malati con i taxi o la moto e che si sta creando poco a poco una fobia contro chi ha il colera. In diversi casi vengono addirittura allontanati, proprio come si faceva con i contagiati di peste nel medio evo o con i lebbrosi  in certi paesi. Eppure un dottore mi ha assicurato che se il colera è preso subito appena si manifesta, nel 95% dei casi si guarisce senza problema.
Port-au-Prince è un luogo ideale perché il colera possa prolificare. La città era già anche prima del terremoto una discarica a cielo aperto...........e non è che voglio offendere, era proprio così. Spazzatura ovunque. Dopo il terremoto la situazione è diventata ancora più tragica e in queste tendopoli e bidonville, la gente vive in condizioni veramente pietose e perciò tutti i “veicoli ideali” di contagio sono là.
Nella nostra missione anche noi facciamo molta attenzione a tanti dettagli e per ora non abbiamo avuto nessun caso, né fra la gente che vive nella missione né fra i bambini delle scuole.  Sono tentato a dire il vero di fermare la mensa per un paio di mesi perché so che le condizioni igieniche non sono delle più ideali.......ma aspetto ancora qualche giorno. Il cibo è preparato bene e la cucina, anche se non brilla, ha condizioni igieniche accettabili. Ma i bambini mangiano in classe ed è difficilissimo prendersi cura che tutti si lavino le mani prima di mangiare, che tutti mangino con cucchiaio e non con le mani come sono abituati a casa, e che tutti abbiano piatti e cucchiai puliti al 100%.  Dovremo avere dei fondi a disposizione per costruire una mensa e poi sarà più facile organizzare in modo che delle misure igieniche accettabili siano rispettate.
All’alzabandiera del mattino, quando tutti i bambini sono riuniti, il direttore dà delle istruzioni d’igiene di base ai bambini, e poi nella classe gli insegnanti continuano ogni tanto a dare informazioni e misure igieniche da prendere sia nella scuola che a casa. Non c’è molto più che possiamo fare per ora. Da qui in avanti può succedere di tutto e niente.
Può darsi che non succeda proprio nulla (ed è la mia speranza) come può darsi che potremo essere costretti a chiudere la scuola per un tempo.......non so, viviamo alla giornata.
Comunque è un periodo veramente un po’ drammatico per il paese. In mezzo a tutto questo pandemonio del colera ecco che si dovevano fare anche le elezioni.........Certo che è un paese anche un po’ tragicomico. Domenica sera, dopo le elezioni, ci sono state diverse manifestazioni di protesta per i ‘maguy’ (imbrogli) perpetrati un po’ ovunque nei seggi della capitale. SI diceva che Lunedì mattina ci sarebbero stati disordini, e cosi è stato con cortei, copertoni bruciati, lancio di pietre su macchine della polizia o Minustha..........ma al pomeriggio tutti erano tranquilli perché c’era il match di calcio Barcellona – Real Madrid !!!!!!!    Fa quasi pensare che se non c’è nulla di speciale da fare, allora si va in città a far disordini...........
Ora siamo a Martedì mattina e sono le 7 del mattino, la scuola dovrebbe riprendere oggi salvo qualche imprevisto, vediamo. C’è un bel profumo nell’aria del gelsomino in fiore nel cortile sotto, il sole brilla bello e chiaro nel cielo blu e pulito........fa bene ogni tanto alzare gli occhi al cielo e vedere quanto siamo piccoli e fragili su questa terra. Anche oggi avrà il suo clamore, le sue voci, i suoi profumi, le sue gioie e le sue pene.........e anche oggi passerà quando il sole pacatamente se ne andrà a dormire e la luna verrà a cullare il nostro sonno. Il tempo di un respiro e sarà già domani.     

                       

Ciao, Maurizio

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