Premessa...
L’articolo che qui trascriviamo è stato pubblicato sull’Unità del 13 febbraio col titolo “Le scuse dei credenti al padre di Eluana”. L’Autrice, che è cattolica, coglie l’occasione per esprimere - anche come difficile testimonianza di fede - considerazioni di carattere generale, espresse molto sinteticamente ma che chiedono a tutti molta riflessione. Come nel caso della legge sull’aborto, confermata da referendum popolare, si affidò alla responsabilità delle donne la scelta se dare la vita ovvero (contro la propria naturale volontà e perché questa società lo rende difficile a molte di esse) non darla, così anche il morire può comportare, in certi casi e situazioni, una decisione responsabile. Non alla legge, ma alla propria coscienza, è dunque affidato – conclude l’A. “l’amaro calice della scelta sulla vita e sulla morte”.
Ci permettiamo di aggiungere che certe espressioni usate dall’A. stessa – “quanti si ostinano [nostro corsivo] a riferirsi a una ispirazione di fede”; [c’è il rischio che] “anche la vita diventi un feticcio, un vitello d’oro, cui sacrificare…” lasciano chiaramente intendere il disagio crescente, nel “popolo di Dio”, di fronte all’attuale involuzione temporalistica della Chiesa. Lo stesso disagio viene sempre più esplicitato da un numero crescente di fedeli. Si confronti ad es. l’articolo di Giulia Rodano con lo scritto di Mariangela Maraviglia – pure inserito nel presente aggiornamento di “Katciu-martel” – dove troviamo espressioni come questa: “non è il Dio che mi hanno trasmesso e in cui ho imparato a credere, non è il Dio che nutre la mia difficile ma amata speranza cristiana”. Lo si confronti inoltre con certi passaggi della lettera aperta del parroco don Paolo Tofani - pure inserita nel presente aggiornamento di questo sito – che lamenta la “situazione di grande disagio e amarezza” di fronte al Concilio ridotto da questo papa a un mero “incidente di percorso”, di fronte a un “clericalismo sempre più virulento”, a un “ecclesiocentismo” reso “più importante del Vangelo e del Regno”; questa – dice don Tofani con parole molto affini a quelle usate da M.Maraviglia e da G. Rodano – “non è la Chiesa che leggo nei Vangeli”…