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Premessa...

Circa cinquanta anni fa (il 12 aprile 1959) moriva don Primo Mazzolari. Il n.5 (340)-maggio 2009 del periodico Koinonia si apre con un articolo a lui dedicato, scritto da Mariangela Maraviglia. Lo riportiamo qui di seguito, ringraziando l’Autrice e la redazione del periodico.
Con l’occasione ricordiamo gli studi più importanti di M. Maraviglia su don Mazzolari:
Chiesa e storia in “Adesso” (Ed. Dehoniane, 1991); Primo Mazzolari. Nella storia del Novecento (Studium, 2000); L’ineffabile fraternità. Sorella Maria di Campello, Primo Mazzolari (Ed. Qiqajon 2007); Edizione critica del volume di Primo Mazzolari Tempo di credere (Ed. Dehoniane).

Una voce viva per la Chiesa del nostro tempo

Un «precursore» del Concilio Vaticano II, un «profeta» di istanze poi realizzate e dunque in un certo senso superate nella Chiesa conciliare: così poteva essere interpretata la figura di don Primo Mazzolari fino a non molto tempo fa. Le sue generose aperture ai «lontani» dalla fede, il primato dei poveri da lui proclamato in una ottica evangelica, il ruolo e la dignità dei laici, l’imperativo della pace sembravano acquisizioni indiscusse e indiscutibili nel cammino della Chiesa. Mazzolari, insieme ad altre figure a lui coeve, poteva apparire un personaggio da collocare storicamente, da consegnare a un tempo concluso e da approfondire essenzialmente sul versante storiografico.
Il momento che stiamo vivendo, con le dichiarazioni, inquietudini e confronti che lo contrassegnano, soprattutto in ambito ecclesiale e sociale, permettono di evidenziare una nuova attualità del parroco di Bozzolo che, pur fortemente radicato nella Chiesa e nella cultura dei suoi anni, esprime istanze e ispirazioni che appaiono ancora oggi dense di significato se non salutarmente provocatorie.
Una prima riflessione concerne i rapporti tra fede e politica, in un tempo come quello attuale in cui le fedi e le chiese, e in particolare quella cattolica nella sua espressione gerarchica, rivendicano un ampio ruolo pubblico gestito in prima persona.
Mazzolari, negli anni del dopoguerra, scommetteva su una forte presenza dei cristiani impegnati in politica, giungendo a sperare che fossero capaci di un rinnovamento radicale della società, di una «rivoluzione cristiana» che restituisse, come scriveva con un suo celebre titolo, La parola ai poveri.
Nella sua ottica tuttavia era chiara la distinzione dei diversi ambiti di intervento di clero e laicato - che non doveva dimenticare di possedere «il proprio stile e, se necessario, la propria morte» - così come era ribadita l’estraneità a ogni logica di potere e di dominio, sia pure finalizzato alla imposizione di una verità che si giudicasse “superiore”: il suo era un cristianesimo di testimonianza, che, se parlava di «conquista cristiana», intendeva la profonda tensione a rinnovare profondamente, rivitalizzandole dall’interno, società, cultura, etica pubblica e privata.
In questa prospettiva si inscriveva l’impegno indefesso per l’educazione di cristiani come cittadini consapevoli e attivi, che lo consumò in un’attività instancabile tra libri, articoli, il quindicinale Adesso, conferenze in tutta Italia: da Camaldoli, ad Assisi, da Firenze, a Milano, interpellato dalla FUCI, da La Pira, da Montini ma anche da parroci e da amici in realtà marginali rispetto ai centri del dibattito teologico e politico.
Ancora in questa prospettiva si inscriveva, negli stessi anni della scomunica ecclesiastica ai comunisti (1949), la ricerca di un dialogo che non si configurò mai come cedimento a una ideologia di cui Mazzolari non si stancò di denunciare il materialismo riduttivo dell’umano, ma che si alimentò piuttosto della consapevolezza di positive convergenze radicate nelle comuni istanze di giustizia e di pace.
Sul fronte intra-ecclesiale il parroco di Bozzolo si distinse per la singolare capacità di testimoniare un atteggiamento che sapeva coniugare fedeltà al Vangelo e dignità della coscienza, amore per la Chiesa ed esigenza della parresia, della necessaria franchezza anche quando si rivelava costosa e reprensibile agli occhi della gerarchia: «Stare in piedi per meglio servire», la sentenza di Georges Fonsegrive trascritta nel suo diario giovanile, delineava uno stile cristiano che contrassegnò, spesso a costi molto alti, la sua intera vita.
Uno stile che si radicava in una fede intensamente vissuta, non priva di risonanze mistiche, e insieme non acquietata, non risolta una volta per tutte in un possesso geloso e autosufficiente: il cristiano Mazzolari non cessava di avvertirsi compagno di cammino con tanti uomini e donne, credenti, non credenti, cercatori inquieti, lontani a diverso titolo, in una dimensione ecumenica che prende corpo man mano che si pubblicano nuovi documenti e si approfondiscono gli studi sulla sua figura.
Di fronte a risorgenti clericalismi, alla tentazione di spendere l’identità cristiana come arrogante affermazione della propria verità, la lezione mazzolariana invita piuttosto alla ricerca di un dialogo che provochi creative convergenze tra portatori di culture diverse, a un processo di interiorizzazione che valorizzi la parola evangelica e riscopra la dignità della coscienza cristiana.
Una lezione tutt’altro che superata, dunque, quella del prete cremonese, che motiva l’impegno davvero ragguardevole che la Fondazione don Primo Mazzolari di Bozzolo ha profuso per la celebrazione del cinquantenario della sua morte.
Sul piano della ricerca e della ricostruzione storiografica, sono da segnalare importanti incontri scientifici volti a studiare la vita e l’opera di don Primo: nei giorni 17 e 18 aprile scorso, presso l’Istituto Sturzo a Roma si è realizzato il convegno «Immagini di Chiesa in Italia prima del Concilio. Don Primo Mazzolari e le ecclesiologie del suo tempo», con interventi di M. Guasco, S. Noceti, S. Xeres, G. Campanini, B. Bignami, B. Bocchini, P. Zanini, mentre ne è in preparazione un successivo, dal titolo «Esperienze del cattolicesimo italiano tra il preconcilio e il Concilio», che si terrà a Milano nella primavera del 2010.
Continua inoltre la riedizione critica delle opere mazzolariane presso le Edizioni Dehoniane di Bologna, tra cui si segnalano gli impegnativi volumi degli Scritti sulla Pace e sulla guerra, a cura di G. Formigoni e M. De Giuseppe e degli Scritti politici, a cura di G. Campanini e M. Truffelli, mentre è in stampa presso la casa editrice Marietti il volume L’ecumenismo di Don Primo Mazzolari, a cura di M. Maraviglia e M. Margotti, che propone gli atti di una recente giornata di studio svoltasi a Verona.
Una biografia a più voci del parroco di Bozzolo viene presentata nell’ultimo numero (aprile 2009) di «Impegno», rivista della Fondazione, che ha ultimato anche la catalogazione completa della biblioteca e dell’archivio fotografico e ha reso disponibile l’ascolto dei Discorsi mazzolariani in un CD in prossima uscita presso le Edizioni Paoline.

Per un approfondimento sul calendario degli eventi:
www.fondazionemazzolari.it.
info@fondazionemazzolari.it
T. 0376 920726
Il sito web del mensile “Koinonia” è
http://www.koinonia-online.it
Per contattare la redazione: koinoni@tin.it

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