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Premessa...

Riceviamo da Francesco Ravelli il testo della protesta di alcuni cittadini contro la bella idea del Comune di Varallo Sesia di affiggervi cartelli con la scritta “Comune non islamizzato”. Ogni commento è superfluo.

“VARALLO COMUNE NON ISLAMIZZATO”

Non vorremmo rischiare in futuro di vederci eliminata la possibilità del dialogo e dell’interazione culturale, non vorremmo per davvero rinunciare al confronto con chi arriva da altre storie e da altri pezzi di realtà. Non vorremmo avere paura di questo, prima che di preparare il cous-cous al posto della paniccia o della polenta.
E’ forte, in chi scrive, una certa sensazione di disgusto per la decisione presa dall’amministrazione comunale di Varallo Sesia di affiggere cartelli recanti la scritta “Varallo Comune non islamizzato”. Dopo l’altolà a burqa, burqini e niqab, ora il divieto è stato esteso anche alla sola possibilità che venditori extracomunitari ambulanti e mendicanti possano entrare in città. Ci sembra evidente che la strada intrapresa voglia sbandierare un pericolo assurdo e che in modo del tutto sorprendente, peraltro, ignori la possibilità di alimentarne altri ben più fondati; sia ben chiaro, intolleranza chiama intolleranza, violenza chiama violenza: non ci si stupisca, quando è troppo tardi.
Ci sembra inoltre altrettanto chiaro l´uso meramente propagandistico di tematiche sociali complesse e delicate, attraverso un provvedimento che mette insieme questioni decisamente non
omogenee tra di loro: l'unico tratto comune è la matrice xenofoba dell'ordinanza emessa, proprio nel momento in cui alcuni rappresentanti cittadini di religione musulmana offrono segnali di apertura e chiedono di instaurare un confronto.
Vien da chiedersi, in effetti, fin dove possa arrivare l'onnipotenza di questi ricchissimi e potentissimi cartelli elettorali, in tutti i sensi.
I cittadini, storditi da una politica grossolana e doppiogiochista a cui per inerzia lascia onore e credito, si sarebbero aspettati dagli amministratori locali il giusto coraggio per prendere talvolta anche le distanze da una gestione della cosa pubblica brava a parlare alla pancia e invece poco conscia del fatto che il consenso un giorno c’è, l’altro pure e il terzo chi lo sa.
La stessa popolazione di Varallo, medaglia d'oro alla resistenza, non si meriterebbe affatto di passare come il comune italiano campione nel razzismo. La parrocchia, la diocesi, insomma tutti coloro interessati a scongiurare questa prospettiva non dovrebbero secondo noi tardare ad esprimersi nel merito. Non ci crediamo alla teoria del silenzio assenso.
L’iniziativa “Varallo Comune non islamizzato”, questo pensiamo nella sostanza, è del tutto estranea sia all’educazione che abbiamo ricevuto dai nostri genitori sia alla cultura della verità a cui sentiamo di tendere.

Davide Ceretti, Daniele Colongo, Gino Corradini, Marta Manenti, Stefano Marabelli, Lorenzo Morgoni, Davide Ravelli, Francesco Ravelli, Elia Rossi, Anita Sterna, Federica Tisato, Sergio Torgano, Giacomo Vittone, Massimiliano Zaino.

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