Una nuova interpretazione dei concetti africani di Essere, della sistemazione immanente del cosmo secondo le idee africane, si rifà al 1946: fu allora che gli anziani dogon di Ogol presero un’importante decisione nei confronti di un visitatore francese. Immaginate la situazione opposta. Prendete per esempio i canonici della cattedrale di Coventry. Di fronte a un visitatore esotico ma simpatico, amabilmente ma ostinatamente desideroso di capire come funziona la legge divina, anch’essi alla fine sarebbero stati stufi di domande disinformate e risposte semplici. Pur essendo molto occupati, avrebbero riconosciuto che ci sono momenti in cui la teologia va spiegata, e sarebbero ricorsi al decano o magari al vescovo.
Pensate infatti che genere di notizie avrebbe portato con sé e raccontato sul mondo questo viaggiatore venuto da lontano. «Gli inglesi prestano poca o nessuna attenzione alla religione; hanno chiese splendide, ma vi si recano di rado. Pretendono di avere qualche nozione di un Dio Supremo, ma ci si accorge subito che si considera questo Dio come un uomo, fatto che senza dubbio dà un’idea del loro fortissimo individualismo e della loro avversione per il controllo da parte della comunità. Ma non lo ammetteranno mai. Sebbene la cattedrale di Coventry sia ornata di un dipinto rappresentante un’enorme figura maschile, i sacerdoti dicono che questo è veramente il ritratto di un dio, un essere soprasensibile, in un certo senso l’incarnazione della saggezza ancestrale. Negano che questa sia un’immagine da adorare, pur essendo perfettamente evidente che in realtà la gente si inginocchia davanti a questa immagine e le rivolge preghiere.
Con pari incoerenza pretendono di avere un dio solo, eppure è chiaro che non ne hanno uno ma tre importanti, e molti altri dei minori. Questi ultimi li chiamano santi, forse perché qui la gente ama di rado chiamare le cose col loro vero nome. Sono evasivi anche a proposito di uno dei loro riti più solenni, che consiste nel mangiare il corpo e il sangue del loro dio. Al tempo stesso sono naturalmente suscettibili a proposito della vecchia credenza africana secondo cui gli europei sono, o almeno erano, cannibali impenitenti. I sacerdoti insistono a dire che questo rito è, ed è sempre stato, soltanto simbolico, e ciò che essi mangiano è soltanto pane e vino. Ho osservato il rito personalmente e, almeno in quell’occasione, sono sicuro che dicevano la verità.
Naturalmente posso essere accusato di idealizzare un popolo che ha avuto fama di rapacità e di violenza. Resta il fatto che gli inglesi, anche se il loro comportamento abituale sembra in apparenza smentirlo, hanno veramente una religione per l’amore e la non violenza, e perfino per la modestia e il rispetto della verità. Oltre a ciò hanno un’ontologia e una metafisica relative alle origini del mondo. Purtroppo ci vorrà ancora molto tempo per arrivare a capirli…». Non sarebbe stato il caso di fornire una guida un po’ autorevole? Nel 1946 gli anziani di Ogol decisero che si doveva dare questo genere di aiuto a Marcel Griaule, che rispettavano come serio ricercatore della verità. Da anni egli andava facendo loro delle domande e da anni gli davano risposte semplici, la parole de face. Ma ora «gli anziani della discendenza … si riunirono e decisero che gli aspetti più esoterici della loro religione dovevano essere completamente svelati». A questo scopo scelsero un collega venerabile, Ogotêmmeli, e Ogotêmmeli dedicò a questo scopo trentatre giorni.
Griaule ne ricavò una descrizione della cosmogonia secondo i dogon che vivono nella grande ansa del Niger a sud di Timbutcù. Altri l’hanno in seguito ampliata. «I gesti religiosi …risultano all’analisi di estrema raffinatezza nelle loro implicazioni. Il più piccolo e banale oggetto può rivelare nella propria forma e decorazione il riflesso consapevole di una complicata cosmogonia … Gli africani con cui abbiamo lavorato nella regione dell’Alto Niger hanno sistemi di misura per l’astronomia e il calendario, metodi di calcolo ed estese conoscenze anatomiche e fisiologiche, come pure una farmacopea sistematica».
Ogotêmmeli riuscì a costruire per Griaule un quadro cosmico completo in se stesso. Mostrò come il concetto di Essere è espresso nell’idea di Amma, il Dio Supremo; come l’Essere è associato all’Incarnazione tramite la sua emanazione, Nummo; e in che modo Nummo, la forza vitale concepita come Acqua ma anche come Parola, stia all’origine di tutte le cose, le persone e gli altri esseri, compresi i primi antenati di uomini e donne. In seguito, nel 1954, Griaule potè descrivere questa struttura concettuale dogon dicendo che rivelava «una coerenza interna, una segreta saggezza e una percezione delle realtà ultime pari a quelle che noi europei riteniamo di aver raggiunto». Se si fosse verificato il caso inverso, i canonici di Coventry avrebbero avuto di che essere soddisfatti. Era stato fatto un tentativo vero per capire il significato che sta dietro i simboli.